Si è soliti affermare che nelle persone anziane le fratture siano non solo pericolose, ma addirittura in grado di accorciare la vita. Non si tratta di una leggenda o di un luogo comune, ma di una realtà effettiva, e il motivo è facile da intuire.

Le fratture rappresentano un rischio per la vita di una persona anziana dal momento che danno il la a un meccanismo che agevola le complicanze che, sul lungo termine, possono incrementare la morbilità e di conseguenza diminuire gli anni di sopravvivenza. Va detto, comunque, che in questo periodo della vita sono numerosi gli aspetti che entrano in gioco.

Intervento chirurgico per fratture anziani

Nel caso in cui si abbia a che fare con una frattura di grave entità, come quella che può coinvolgere le vertebre o il femore rotto, è molto probabile che si renda necessario un intervento chirurgico, previo controllo con risonanza magnetica.

Questo vuol dire dover affrontare una degenza in ospedale, a cui segue un immediato periodo di riabilitazione, che a sua volta precede un periodo in un istituto di riabilitazione che può essere più o meno lungo. In contesti simili, qualora il personale sanitario non presti la massima attenzione, c’è il rischio che il paziente che affronta una mobilitazione ridotta abbia a che fare con la comparsa di piaghe da decubito, la cui guarigione è complicata dal ridotto apporto di proteine.

Perchè gli Anziani sono a rischio fratture

In molte circostanze infatti le persone anziane non si nutrono abbastanza e comunque in maniera adeguata. In un paziente che vive uno stato di forte deperimento – si dice defedato – la mancanza di proteine può essere alla base di complicanze e favorisce un aumento del rischio di mortalità. Certo, non tutte le fratture portano a una situazione simile perché il livello di gravità è variabile.

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Se si tratta di una frattura vertebrale o al femore, comunque, è molto probabile che lo stato di salute del paziente anziano ne risenta, a maggior ragione qualora ne derivi uno stato di immobilità. Un altro aspetto che deve essere preso in considerazione è il fattore pluripatologico, che può comprendere aritmie, ipertensione e diabete, a causa del quale gli anziani sono obbligati ad assumere diversi farmaci. In più, le fratture richiedono l’assunzione di antidolorifici e antinfiammatori, ma anche ansiolitici in alcuni casi.

Come evitare le complicanze di una frattura

Quello delle complicanze è un rischio molto serio che bisogna essere bravi a scongiurare. Ovviamente l’ideale sarebbe optare per un centro di qualità, tanto per l’intervento quanto per la successiva riabilitazione.

Al giorno d’oggi i centri ospedalieri provano a mobilizzare i pazienti non appena ciò è possibile. Se, però, non si può evitare l’immobilità, occorre consentire al paziente di muoversi comunque nel letto. Un altro fattore fondamentale è rappresentato dalla nutrizione, e a volte può essere utile ricorrere ad appositi integratori grazie a cui il soggetto anziano possa assumere la necessaria dose di proteine.

Le fratture più problematiche

Come si sarà intuito, dunque, è opportuno saper distinguere fra le varie tipologie di fratture. Le situazioni che causano più problemi alle persone in là con gli anni sono le fratture delle vertebre e della testa del femore, da non ricondurre a eventi traumatici, quanto piuttosto all’osteoporosi, che è causa di fragilità delle ossa. Si tratta di fratture che richiedono un intervento chirurgico e nel caso delle vertebre è indispensabile ricorrere a parti di cemento e prevedere un corsetto, cioè un sistema di immobilizzazione, che non è molto piacevole da usare.

Al di là della fragilità, poi, c’è un altro motivo per cui le fratture possono essere pericolose. Infatti, le operazioni chirurgiche possono avere delle ripercussioni negative dal punto di vista psicologico, per lo stress che provocano, anche in relazione all’anestesia, al di là del fatto che attualmente si ricorra a quella spinale.

L’alterazione dell’equilibrio dei pazienti

Di conseguenza si va ad alterare un equilibrio che è già precario, sia a livello fisico che a livello psicologico. In condizioni simili, poi, la persona anziana si rende conto del fatto che ha perso la propria autonomia, il che finisce per incidere sul suo umore. Non potendo più rimanere da solo, si sente un peso per i propri familiari, e ha bisogno di essere assistito; magari anche da una badante, e ciò vuol dire un dispendio economico di non poco conto.

Il soggetto anziano è esposto a un decadimento fisico e psicologico che si traduce in uno stato depressivo o comunque una sensazione di impotenza, che lo porta a rifuggire le azioni della vita quotidiana più normali, rifugiandosi nella sedentarietà.

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